Israele e Iran tornano a colpirsi a vicenda, la fragile tregua a rischio

Israele colpisce Beirut sud, l'Iran risponde con missili. Israele attacca obiettivi in Iran, altra pioggia di missili iraniani. Trump frena Netanyahu. Petrolio in rialzo.

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Israele e Iran tornano a colpirsi a vicenda, la fragile tregua a rischio

Israele e Iran si sono scambiati attacchi missilistici tra ieri sera e questa mattina. Si tratta dei primi scontri diretti tra i due Paesi dal cessate il fuoco di aprile che aveva sospeso la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. La sequenza è partita da un bombardamento israeliano sulla periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah, a cui l'Iran ha risposto con missili balistici sul nord di Israele. Poche ore dopo Israele ha colpito obiettivi militari in Iran e una seconda salva di missili iraniani è stata lanciata verso lo Stato ebraico.

Domenica sera l'aviazione israeliana ha bombardato il quartiere di Dahiya, sobborgo meridionale di Beirut dominato da Hezbollah, colpendo almeno due palazzi residenziali e uccidendo due persone. Un portavoce militare israeliano ha detto che le forze armate avevano attaccato un "centro di comando di Hezbollah". Israele non ha emesso avvisi di evacuazione preventivi, come a volte fa per consentire ai civili di allontanarsi.

L'attacco è arrivato dopo che le sirene antiaeree erano suonate in due comunità del nord di Israele per il lancio di razzi. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto di aver ordinato personalmente il raid su Dahiya. Da settimane i vertici israeliani avevano avvertito che un nuovo attacco di Hezbollah contro il territorio israeliano sarebbe stato seguito da bombardamenti su Beirut.

Nel giro di poche ore, i Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato il lancio di missili balistici contro il nord di Israele. L'esercito israeliano ha detto di aver intercettato tutti i missili della prima salva e non sono stati segnalati feriti diretti, anche se i servizi di soccorso israeliani hanno curato alcune persone rimaste contuse mentre cercavano riparo. I Guardiani della Rivoluzione hanno definito l'attacco "un avvertimento" e hanno aggiunto che "se le aggressioni si ripeteranno, le risposte saranno più ampie". In un comunicato, hanno ricordato che la loro accettazione del cessate il fuoco "era condizionata a un cessate il fuoco su tutti i fronti", accusando Stati Uniti e Israele di aver violato ripetutamente gli impegni presi.

Lunedì mattina presto, l'esercito israeliano ha annunciato di aver colpito a sua volta obiettivi militari nell'ovest e nel centro dell'Iran. L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, ha precisato in un post su X che i bersagli includevano "siti di lancio di missili superficie-superficie" e "infrastrutture non legate al settore energetico". La televisione di Stato iraniana ha riferito di esplosioni a Teheran, Tabriz e Isfahan. Secondo quanto riportato dall'agenzia iraniana Fars e da Le Monde, Israele ha colpito anche l'impianto petrolchimico Karoon a Mahshahr, nel sud-ovest dell'Iran, danneggiando parte delle strutture. L'esercito israeliano ha poi confermato di aver preso di mira l'impianto.

Poco dopo l'attacco israeliano, l'esercito ha individuato una nuova salva di missili lanciati dall'Iran in direzione del territorio israeliano. I sistemi di difesa aerea sono stati nuovamente attivati per intercettarli. Sempre lunedì mattina, l'esercito ha segnalato anche il lancio di un missile dallo Yemen verso Israele, attribuito ai ribelli Houthi sostenuti dall'Iran, che non aveva causato vittime né impatti al suolo.

Medio Oriente · L'escalation

Israele e Iran tornano a colpirsi: lo scontro più grave dall'inizio della tregua

Per la prima volta dal cessate il fuoco dell'8 aprile, i due Paesi si sono attaccati direttamente. La sequenza, partita da un raid israeliano su Beirut, ha riacceso i timori di una nuova guerra regionale. Il prezzo del petrolio è subito risalito, mentre Trump cerca di fermare la spirale.

Il costo umano del conflitto, finora
Vittime in Libano
3.600+
e
Sfollati
1 mln
Morti nei tre mesi di guerra in Libano
Libanesi costretti a lasciare le proprie case
Sono 30 i soldati israeliani uccisi negli scontri con Hezbollah. È proprio su questo fronte che la tregua ha ricominciato a sgretolarsi.
Esplora la nuova crisi
Le ultime 24 ore

Come si è arrivati al primo scontro diretto tra i due Paesi dall'inizio della tregua

Un raid israeliano a Beirut ha innescato una catena di attacchi e contrattacchi tra Iran e Israele in poche ore. Tocca ogni tappa per leggere i dettagli.

IsraeleLibano
Raid su Dahiya, alla periferia di Beirut
L'aviazione israeliana colpisce due palazzi nella roccaforte di Hezbollah: 2 morti.
Nessun avviso di evacuazione preventivo. Israele parla di un «centro di comando» di Hezbollah colpito; Netanyahu rivendica di aver ordinato personalmente il raid, dopo il lancio di razzi da parte di Hebzollah sul nord di Israele.
IranIsraele
La prima salva di missili balistici
I Guardiani della Rivoluzione iraniani lanciano missili sul nord di Israele: tutti intercettati, nessun ferito.
Teheran lo definisce «un avvertimento»: se le aggressioni si ripeteranno, avvertono i Guardiani, «le risposte saranno più ampie».
IsraeleIran
Colpiti l'ovest e il centro dell'Iran
Nel mirino i siti di lancio dei missili e l'impianto petrolchimico di Karoon. Esplosioni a Teheran, Tabriz e Isfahan.
L'Ambasciatore israeliano negli Stati Uniti precisa che gli obiettivi erano militari e «infrastrutture non legate al settore energetico».
IranIsraele
La seconda salva di missili
Poco dopo, una nuova ondata di missili iraniani verso Israele. Le difese aeree vengono riattivate.
È la prima volta dal cessate il fuoco dell'8 aprile che Iran e Israele si colpiscono direttamente, e per giunta più volte nel giro di poche ore.
YemenIsraele
Un missile anche dallo Yemen
Gli Houthi, alleati dell'Iran, lanciano un missile verso Israele. Nessuna vittima.
Il fronte si allarga di nuovo: il conflitto torna a coinvolgere più teatri contemporaneamente.
Gli attori in campo

Cinque attori, con obiettivi totalmente diversi da loro

Dietro lo scambio di colpi ci sono strategie diverse: chi punta a indebolire Hezbollah, chi a mostrare i muscoli, chi a fermare tutto. Tocca un attore per vedere la sua posizione.

Israele
Campagna contro Hezbollah fino al disarmo
Netanyahu ha ordinato personalmente il raid contro Hezbollah a Beirut. Da settimane i vertici israeliani avvertivano: a un nuovo attacco di Hezbollah sarebbero seguiti i bombardamenti sulla capitale libanese.
Iran
I missili come «avvertimento»
I Guardiani della Rivoluzione hanno ricordato ieri sera che la loro adesione al cessate il fuoco di inizio aprile era «condizionata a una tregua su tutti i fronti» e ora accusano Stati Uniti e Israele di averla violata ripetutamente.
Hezbollah
Rifiuta l'intesa: «è una resa»
Ha respinto il nuovo piano per il cessate il fuoco negoziato a Washington, che gli avrebbe imposto di interrompere gli attacchi contro Israele senza ottenere concessioni immediate. Secondo gli analisti, esce dal conflitto rafforzato anche grazie all'impiego di droni a fibra ottica, difficili per Israele da intercettare.
Stati Uniti
Trump prova a fermare l'escalation
«Ognuno ha avuto il suo: ora basta». Il presidente ha chiamato Netanyahu al telefono per cercare di fermarlo — «Decido tutto io, non lui» — e poi ha lanciato un messaggio a Teheran: «Tornate al tavolo dei negoziati e fate un accordo».
Houthi (Yemen)
Riaprono il fronte yemenita
Alleati dell'Iran, lanciano un missile verso Israele senza causare vittime, poi minacciano la chiusura del Mar Rosso alle navi israeliane: un segnale che il conflitto resta acceso su più fronti.
I mercati e la situazione sul campo

Il petrolio risale, la regione torna a blindarsi

La reazione alla nuova ondata di scontri è stata immediata: i due prezzi del greggio di riferimento sono saliti di circa 3 punti, mentre in Israele e a Gaza scattano le chiusure di sicurezza.

Brent · riferimento internazionale del greggio
96,15 $▲ +3%
WTI · riferimento americano del greggio
93,48 $▲ +3,25%
Lo Stretto di Hormuz è di fatto chiuso dall'Iran fin dall'inizio del conflitto, a fine febbraio: i mercati energetici sono ormai sotto pressione da mesi.
Effetti immediati
Scuole chiuse
In tutto Israele per lunedì, su ordine del Ministero dell'Istruzione.
Ambasciata USA
Chiuse le sezioni consolari di Gerusalemme e Tel Aviv; personale al riparo.
Valichi con Gaza
Chiuso Kerem Shalom, unico ingresso per le merci nell'enclave palestinese.
Due mesi di crepe

Come si è logorata la tregua dell'8 aprile

Il cessate il fuoco non è mai stato davvero solido: ecco i passaggi che, settimana dopo settimana, lo hanno sempre di più indebolito. Tocca una data per leggere i dettagli.

Fine febbraio
Inizia la guerra
Bombardamenti americani e israeliani sull'Iran aprono il conflitto che dura ormai da 100 giorni. L'Iran chiude di fatto lo Stretto di Hormuz.
8 aprile
Entra in vigore il cessate il fuoco
Sospende la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. Teheran lo accetta a condizione che le ostilità cessino su tutti i fronti.
13 aprile
Blocco navale americano
Dopo il fallimento dei primi colloqui in Pakistan, gli Stati Uniti avviano un blocco dei porti iraniani.
16 aprile
Una tregua anche tra Israele e Libano
Trump annuncia un cessate il fuoco di dieci giorni, poi esteso di tre settimane.
24 aprile
Salta la diplomazia
Trump cancella una missione diplomatica in Pakistan: gli Stati Uniti, dice, hanno «tutte le carte in mano».
6 giugno
Scontri nel Golfo Persico
Forze americane e iraniane si scambiano attacchi nel Golfo: ennesimo segnale di indebolimento della tregua.
Oggi
Primo scontro diretto Iran-Israele
Lo scontro più grave dall'inizio della tregua: i due Paesi si attaccano direttamente, per la prima volta dall'8 aprile.
Il peso della guerra in Libano
3.600+
Morti in tre mesi
1 mln
Sfollati libanesi
30
Soldati israeliani

Israele non ha mai interrotto la campagna contro Hezbollah in Libano. Ed è proprio da lì, scrivono gli analisti, che la tregua si è incrinata: il gruppo armato filo iraniano sembra uscito dal conflitto più forte di prima.

Fonti New York Times, BBC, Axios, Financial Times, Le Monde, NBC News · Aggiornato all'8 giugno 2026.

Il presidente Donald Trump è intervenuto per frenare l'escalation. In un'intervista con Axios, riportata dalla NBC News, Trump ha detto che intendeva chiamare Netanyahu per dirgli di non reagire: "Ognuno ha avuto il suo divertimento. Israele ha fatto il suo attacco, e l'Iran ha fatto il suo. Non ce n'è bisogno di un altro". Al Financial Times Trump ha aggiunto: "Comando io. Comando io tutto. Non comanda lui", riferendosi a Netanyahu. Parlando con Fox News, il presidente ha detto che il suo messaggio all'Iran era: "Avete sparato i vostri missili, basta così. Tornate al tavolo e fate un accordo".

Sul terreno, la prima salva di missili iraniani non ha causato vittime. Il ministro dell'Istruzione israeliano, Yoav Kisch, ha annunciato la chiusura delle scuole in tutto il paese per lunedì. L'ambasciata americana a Gerusalemme ha ordinato ai dipendenti governativi statunitensi e alle loro famiglie di ripararsi in luoghi protetti e ha chiuso le sezioni consolari di Gerusalemme e Tel Aviv. L'agenzia israeliana COGAT ha inoltre annunciato la chiusura dei valichi verso la Striscia di Gaza, compreso Kerem Shalom, l'unico punto d'ingresso per le merci nell'enclave palestinese.

L'escalation ha conseguenze economiche immediate. Il prezzo del petrolio Brent, riferimento internazionale, è salito di circa il 3 per cento a 96,15 dollari al barile. Dall'inizio del conflitto a febbraio, la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran ha già messo sotto pressione i mercati energetici globali. Il corrispondente americano West Texas Intermediate è salito del 3,25 per cento a 93,48 dollari.

Lo scambio di attacchi è il cedimento più grave del cessate il fuoco entrato in vigore l'8 aprile, che aveva sospeso la guerra iniziata con i bombardamenti americani e israeliani sull'Iran di fine febbraio. In questi due mesi la tregua era già stata messa alla prova più volte. L'Iran aveva accettato il cessate il fuoco a condizione che le ostilità cessassero su tutti i fronti, ma Israele ha continuato la sua campagna contro Hezbollah in Libano. La scorsa settimana i governi di Israele e Libano avevano raggiunto un nuovo accordo di tregua dopo colloqui a Washington, ma Hezbollah lo ha respinto come equivalente a una resa, perché avrebbe dovuto smettere di attaccare Israele senza ottenere concessioni immediate.

La BBC ha ricostruito la cronologia degli eventi che hanno progressivamente eroso la tregua: il 13 aprile gli Stati Uniti hanno iniziato un blocco navale dei porti iraniani dopo il fallimento dei colloqui in Pakistan; il 16 aprile Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Libano di dieci giorni, poi esteso di tre settimane; il 24 aprile il presidente ha cancellato una missione diplomatica in Pakistan dicendo che gli Stati Uniti avevano "tutte le carte"; il 6 giugno forze americane e iraniane si sono scambiate attacchi nel Golfo Persico.

La guerra in Libano, iniziata tre mesi fa dopo che Hezbollah aveva colpito Israele per ritorsione ai bombardamenti su Iran e Libano, ha ucciso più di 3.600 persone e ha costretto un milione di libanesi a lasciare le proprie case. Trenta soldati israeliani sono morti negli scontri con Hezbollah. I vertici israeliani hanno promesso di continuare la campagna finché Hezbollah non sarà disarmato, ma il gruppo armato sostenuto dall'Iran è uscito dal conflitto apparentemente più temibile di prima, usando droni a cavo difficili da intercettare contro i soldati israeliani allo scoperto.

Secondo quanto riportato dal New York Times, gli analisti militari ritengono improbabile che il bombardamento di domenica su Dahiya riesca a dissuadere Hezbollah o a costringerlo a compromessi. La guerra sembra aver rafforzato il gruppo, che ha usato gli attacchi israeliani per sostenere che solo i suoi combattenti armati possono proteggere il Libano.

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